Il Gran Pic de Meije e la cresta che potra ad Doigt de Dieu - ph Olivier Colaye
Il "maledettissimo" francese Olivier, è tutt' estate che mi tampina; intasandomi la casella mail, di link su quella che a detta della maggior parte delle Guidone francesi è LA COURSE DES ALPES.

L'Oisans lo conosco più per fama che per conoscenza diretta; sono montagne selvaggiamente attraenti, la Meije, l'Ailefroide, il Pelvoux, Les Agneaux... Nomi che rievocano in me, le solitarie leggendarie di Christophe Moulin e alcuni concatenamenti/odissea invernali, di uno sparuto manipolo di top alpinisti locali. Nomi che ti lasciano in bocca il sapore selvaggio dell' avventura...

Tra queste montagne seppur addomesticate quà e là dall' intervento delle guide locali, si respira il profumo di un alpinismo d'altri tempi.
Verso il Rifugio du Promontoire
- ph Matteo Piccardi
I rifugi, veri e propri nidi d'aquila, arroccati in posti incredibili, quasi a voler strappare un angolo di quiete all' indole scontroso di queste cime; costruzioni in piena armonia con il circostante, sobrie, offrono il necessario per accogliere l'alpinista ma non il superfluo...insomma rifugi, nulla più.

Così in un caldissimo week-end di metà agosto, con il fido Olivier, ci lanciamo all' inseguimento del suo sogno, che in un istante diviene anche mio; scalare il Gran Pic de Meije e concatenare poi tutta la traversata fin in vetta al Doigt de Dieu, per poi scendere al Refuge de l'Aigle e rientrare a La Grave.


Forme di vita nell'aridità della morena - ph Matteo Piccardi

Le informazioni che reperiamo sull'web e sulle varie guide, danno tempi quasi bibblici per percorrere l'intera traversata, sono un po' preoccupato, l'itinerario pare lungo e complesso, nutro qualche dubbio sul riucire a farlo in giornata.

Zero termico alle stelle, alta pressione a palla, si và!!
Cosi ci organiziamo per una trasferta di due giorni, con jolly eventuale il lunedì.
Venerdi passo la giornata tra talefonate, mail, corde e ferraglia, zaini troppo piccoli per contenere il necessario.

La sveglia suona sempre dannatamente presto nella bella stagione; come ogni volta il rituale del caffè mi occupa i primi attimi post risveglio; oggi è più che mai prezioso, per un paio di gg forse tre, non vedrò l'ombra di questo nettare, se non in forma di surrogati di dubbia provenienza e dal gusto improponibile. Mi prendo mezzora di tempo per godermi l'aroma e il profumo.
Raggiungo il mio socio d'avventura a casa sua e verso le 5 partiamo in direzione La Grave...il viaggio scorre come tutti i viaggi. Là fuori fà già un caldo folle, 28° alle cinque e mezza del mattino...per fortuna abbiamo questa bolla d'aria condizionata sulla quale ci spostiamo.

In discesa dalla Brèche de Meije...n'a lozza
 - ph Matteo Piccardi
Quando vedo la Meije ho il fuoco al culo; arrembiamo la funivia!! ore 9.48; l'avvicinamento al Refuge du Promontoire è già di per se un giretto interessante, innanzitutto si deve risalire uno sperone(Enfetchores) tra due lingue glaciali, arrampicando su terreno a balze sul II,III grado, poi si segue il ghiacciaio della Meije e nuovamente per sfaciumi si raggiunge la brèche de la Meije (3357m), da dove con una delicata discesa su palcche inclinate e con qualche calata in doppia si arriva in prossimità del nevaio basale e da li al Refuge du Promontoire.

Sotto la Brèche de la Meije, lungo l'omonimo ghiacciaio - ph Matteo Piccardi

Alle 14 e 30 siamo con il sedere comodamente appoggiato sulle sdraio del terrazzo del Promontoire...con un ottima birra di canapa in mano! Salute!
Olivier si fa n'à pennica; essendo io l'unico non francese..non c'è molto da conversare...studio un po' l'itinerario che dovremo seguire l'indomani, giusto per ammazzare il tempo e darmi un tono semierio.
Annovererei la cena tra le più disgustose della stagione, la zuppa in particolar modo...ma quà va benissimo così. Il socio sembra non mangi da un mese...se non son lesto a scansar la mano m'azzanna pure quella!! La fame è una brutta bestia.
Sono quasi intimorito, il rifugio trasuda alpinistoni a destra e sinistra, quà tutti hanno fatto n volte la traversata, parlano di tempi mirabolanti.Ci sono più Guidoni che cristiani...va beh domattina vedremo il da farsi.
Il Refuge du Promontoire...il Gran Pic domina...
- ph Matteo Piccardi 
E poi il cell non piglia un cazzo e nemmeno la voce di Alessandra arriva a confortarmi in questa landa desolata in mezzo ai "maledettissimi" francesi

Finalmente riesco a dormire decentemente in un rifugio!!! Che meraviglia!! alle 4 la svglia del orologio urla di maledetto! Pelanda proprio adesso che dormivo così bene!!

Mezzo rincoglionito, infilo l'imbraco, dribblo con destrezza la roba sparsa quà e la nella stanza, raccatto zaino e materiale e rotolo a "far colazione"...
Dall' anno prox istituirò un indennità che i malcapitati "clienti"  dovranno versarmi per queste colazioni di merda!

Partiamo; subito sopra al rifugio c'è il primo filtrino...in Dolomiti sarebbe EE+ quà è III° va beh via come missili in conserva lungha, ci fumiamo la prima cordata e il Pas du Crapeaud...su e su alla luce spetrale della frontale, passaiamo il Coluloir Duhamel, il punto un po' più critico della salita, a causa delle possibili scariche di sassi, la cordata che ci precede stà sulla destra, intuisco e opto per la salita sulla sinistra al riparo da eventuali scariche.

da qualche parte verso le 6 del mattino
 sotto al Glacier Carré - ph Matteo Piccardi
Verso le 6 albeggia, siamo già abbastanza alti, entriamo ora nella Muraille Castelnau, punto dove è facile sbagliare direzione...boh a noi pare  abbastanza logica, non credo che nel 1877 si saranno inventati robe turche...quindi basta seguire il facile nel difficile...e poi il nostro caronte davanti a noi la sa lunga.

La parte finale della salita al Gran Pic
ph Matteo Piccardi
Olivier fuori dal Cheval Rouge quasi in vetta
 In men che non si dica l'oscurità della notte lascia spazio alla luce tenue dell' alba, e con essa anche i dubbi sull'itinerario si dissolvono. Adesso è solo puro piacere, una scalata, mai troppo difficile, ma mai banale che in un sussegguirsi di situazioni e passaggi ci porta in vetta al Gran Pic de la Meije a 3983 m! ore 8.41. Miga mal. chiamo anche Ale da quassù!!

Cumbre!!! ore 8:40
Spettacolo!!!!
in lontananza l'inconfondibile profilo della Barre des Ecrins - ph Matteo Piccardi
Con tre doppie e un po' di arrampicata inizaia la lunga traveresata che passando per la Brèche Zsigmondy porta in vetta al Doigt de Dieu e da li al Refuge de l'Aigle


Qui il carattere della salita diventa marcatamente di alta montagna, si alternano sezioni di misto a tratti di roccia, ci godiamo questa aerea cavalcata.

Verso il Doigt de Dieu- ph Olivier Colaye
Il sole batte maledttamente forte alle 12 il termometro sgna 17 gradi a 3900m...interessante. La giornata è estremamente bella, anche se sulla linea dell'orizzonte c'è un po' di foschia.

La vetta del Gran Pic de la Meije dalla cresta in direzione Doigt de Dieu
ph Matteo Piccardi
Tutto va decisamente meglio del previsto, non abbiamo sbagliato un passaggio, nessuna doppia incastrata, tempo serie A.

Tutto OK!!!! - ph Olivier Colaye
Dal Doigt de Dieu, un po disarrampicando, un po' in doppia, arriviamo sul Glacier du Tabuchet.

La discesa della lingua glaciale, ci riserva qualche istante di adrenalina quando dobbiamo saltare un bel bucozzo dove il ponte di neve è mezzo crollato.
Il guidone... ph Olivier Colaye
Alle 13:00 varchiamo stanchini, ma felicissimi la soglia del Refuge de l'Aigle... Dove festeggiamo con birrozza e frittatona patate e pancetta!! Putain che buona!!

Ci attendono atre tre orette di discesa, la fatica comincia a farsi sentire... Non ho più vent'anni ostia!!

Alle 16:30 siamo per strada a mendicare un passaggio in autostop che arriverà solo dopo mezzora e 2 km di scarpinata su asfalto aboextrem!

Intanto visto che le previsioni mteo, sono previsioni e non certezze, sulla Meije si stanno addensando nuvoloni carichi di tempesta. Giusto il tempo di riordinare meticolosamente armi e bagagli e fuori si scatena un temporale decisamente violento...ora la Meije è tutta un altra storia...speriamo che tutti siano riusciti ad arrivare al riparo dell' Aigle...noi fortunatamente e contro tutte le previsioni siamo a La Grave e al riparo della nostra auto!

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